Hippeastrum la bulbosa dai grandi fiori imbutiformi ed eleganti

L’Hippeastrum  è una bulbosa con fiori molto decorativi coltivata in vaso come pianta d’appartamento, il balcone, o il terrazzo.

Hippeastrum: descrizione della pianta

L’ Hippeastrum chiamato anche ippeastro fa parte della famiglia delle Amarillidacee, sono piante originarie dell’America meridionale dove cresce spontaneo nelle zone umide, desertiche e sabbiose del Brasile, Perù, Argentina e Bolivia. Il nome deriva dal greco hippeus (cavaliere) e astron (stella), e fu coniato dal botanico inglese, il reverendo William Herbert per la somiglianza del fiore con la “stella del cavaliere”, un’arma medievale.

Questa pianta comunemente viene chiamata “Amaryllis” ma non è il suo vero nome, i veri amaryllis che sono molto simili appartengono alla stessa famiglia sono nativi del Sud Africa.

Questo genere di piante comprende oltre 90 specie di bulbose a foglie  sempreverdi o decidue durante l’estate, i bulbi sono molto grandi e sferiformi, possono superare il diametro di 10 cm. Dall’l’estremità del bulbo si dipartono radici molto spesse e carnose di colore biancastro . Per ogni bulbo crescono da 3 a 7 foglie nastriformi di 10–60 cm di lunghezza con apice arrotondato di colore verde brillante.

La fioritura dell’Hippeastrum avviene all’inizio della primavera e dura circa 10 giorni, ogni bulbo produce 1 o 2 steli floreali cilindrici e cavi che portano da 2 a 6 fiori imbutiformi grandi , con colori molto diversi in base alla varietà , solo alcuni sono di un unico colore, la maggior parte presenta bordature, striature o macchie con colori dal bianco al rosa a con sfumature varie dell’arancio.

Principali specie di Hippeastrum

Hippeastrum vittatum

Tra le specie più conosciute ricordiamo l’Hippeastrum vittatum, originario dell’Ecuador e del Perù, con foglie decidue e fiori con colori variabili, da cui sono derivati moltissimi ibridi largamente coltivati

Hippeastrum vittatum
Hippeastrum vittatum cv.hybrid-2-bsi-yercaud-salem-India Di Yercaud-elango – Opera propria, CC BY-SA 4.0, commons.wikimedia.org

Hippeastrum aulicum

l’Hippeastrum aulicum, originario del Brasile del sud, specie che nelle zone meridionali fiorisce d’inverno con riposo vegetativo nella stagione calda

Pianta Hippeastrum Aulicum
Pianta Hippeastrum Aulicum By Bullgirl – Own work, CC BY-SA 4.0, commons.wikimedia.org

Hippeastrum papilio

l’Hippeastrum papilio, originario delle foreste pluviali tropicali della costa atlantica del Brasile meridionale. Mentre il suo habitat naturale si sta restringendo, sta diventando sempre più popolare nell’orticoltura. Fiorisce d’inverno con riposo vegetativo nella stagione calda. I colori dei fiori variano dal bianco al verde crema o al verde mela scuro con striature carminio, bordeaux o viola.

l’Hippeastrum reginae, ibrido storico resistente alle basse temperature, (-7 °C), l’Hippeastrum × johnsonii, originato dall’incrocio tra Hippeastrum reginae e Hippeastrum vittatum, sempre meno coltivato per l’affermarsi di nuovi ibridi.

Come coltivare l’Hippeastrum

Gli hippeastrum sono piante facili da coltivare in vaso e si adattano bene in appartamento, ma nelle zone a clima mite  si possono piantare anche in piena terra sopportando senza difficoltà brevi gelate.

Esposizione e clima

Le piante di Hippeastrum coltivate in appartamento vanno collocate in zone ben illuminate e possono anche stare al sole diretto ma è bene ripararle nelle ore più calde.  la temperatura ideale per la crescita è intorno ai 18 – 24 ° C, con temperature più basse soffrono e non riescono a fiorire. Non tollerano neanche le correnti d’aria che avvizziscono il fiore molto presto e l’aria troppo secca, quindi e fondamentale è il grado di umidità ambientale.

Terreno e rinvaso

Queste piante preferiscono un terreno ben drenato e una miscela fatta con terriccio universale e sabbia in parti uguali, oppure con torba e sabbia, terra di giardino in parti uguali. In piena terra i bulbi vanno piantati  in un substrato ricco e permeabile. 

L’Hippeastrum va rinvasato quando il bulbo non ha più spazio a disposizione utilizzando vasi non troppo grandi, nei vasi grandi stenta a produrre fiori.

Annaffiatura

Le annaffiature si effettuano quando iniziano a comparire i primi germogli usando acqua tiepida, evitando di bagnare la parte superiore del bulbo e facendo attenzione che non ci siano ristagni di acqua nel sottovaso. In autunno quando le foglie iniziano ad seccare le innaffiature vanno ridotte sensibilmente fino a sospenderle per le piante tenute all’aperto. Le piante coltivate in appartamento si bagnano moderatamente e quando non nasceranno nuove foglie e inizieranno a cadere sono nella fase di riposo vegetativo, da questo momento si diminuiscono o si annullano le annaffiature.

Queste piante amano gli ambienti umidi, quindi vanno nebulizzate le foglie con acqua tiepida ma evitando di bagnare i fiori. Per favorire una maggiore umidità intorno alla piante si possono sistemare delle ciotole con acqua.

Concimazione

Quando iniziano le innaffiature si può concimare ogni 15 gg utilizzando un concime specifico per fiori da diluire nell’acqua equamente bilanciato in Azoto, Fosforo e Potassio, o a basso titolo di azoto e più ricco di fosforo e potassio. Una corretta concimazione favorisce nei bulbi l’accumulo di sostanze di riserva che assicurano la successiva fioritura.

Dopo la fioritura si continuate a innaffiare e concimare per far sviluppare il bulbo.

Impianto dei bulbi

I bulbi di Hippeastrum si mettono a dimora in primavera o anche in autunno al Sud, in buche profonde il doppio delle loro dimensioni e distanti 20-30 cm tra di loro e coprendoli del tutto col terreno, irrighiamo e poi si interviene solo in caso di siccità. Prima dell’impianto dei bulbi si prepara il substrato, lavorando il terreno in profondità con l’aggiunta di una buona quantità di stallatico. Se il terreno risulta compatto e poco drenate possiamo aggiungere alla composta sabbia di fiume e creare uno strato drenante in profondità a base di ghiaia.

Per la coltivazione in casa si utilizzano vasi da 18 cm per dei bulbi che hanno una circonferenza di 30 cm o 3 bulbi da inserire insieme in un vaso da 25 cm, e vasi da 20 cm per i bulbi di dimensioni superiori. Prima di inserire i bulbi fare un buon drenaggio sul fondo del vaso con argilla o ghiaia. Il bulbosi impiantato nel vaso deve avere un quarto della sua lunghezza libera dal terreno, dopo l’impianto si  procede all’annaffiatura.

Moltiplicazione dell’Hippeastrum

L’Hippeastrum si può riprodore per seme e mediante la divisione dei bulbi che è il metodo più facile.

La semina è poco praticata perchè subentrando la variabilità genetica le nuove piante avranno caratteristiche diverse da quelle della pianta madre, poi per la prima fioritura bisogna attendere almeno 6 anni. La semina va fatta in primavera in serra riscaldata.

Con la divisione dei bulbi si ottengono piante con fiori identici a quelli della pianta madre.

Nei mesi di gennaio-marzo, si staccano i bulbi che si sono formati intorno al bulbo principale e si piantano in un vaso nuovo coprendoli per metà col substrato e lasciando scoperta l’altra metà.

Si nebulizza il substrato con acqua a temperatura ambiente e priva di calcare, per mantenere il terreno appena umido per favorire la comparsa delle radici e foglie.

Il bulbo nel primo anno non fiorisce, spunteranno solo foglie che grazie alla fotosintesi assicureranno i nutrienti per la sua crescita, quando i bulbi saranno grossi produrranno i fiori e altri bulbi.

Potatura

La potatura consiste nel recidere alla base gli steli sfioriti , in autunno- inverno quando le foglie sono ingiallite o secche vanno accorciate a circa 10 cm dal terreno per poi eliminarle in primavera.

Parassiti e malattie dell’Hippeastrum

La presenza di piccole macchie rosse su tutte le parti della pianta è dovuto all’attacco di un fungo, molto diffuso negli Hippeastrum la Stagonospora curtisii, che si può combatttere con antiparassitari specifici.

Il caldo e gli ambienti asciutti portano alla comparsa del ragnetto rosso che provoca ingiallimento fogliare e successivo accartocciamento e ragnatele nella pagina inferiore delle foglie. Si può intervenire aumentando l’umidità ambientale o se l’infestazione risulta essere grave si possono utilizzare insetticidi specifici. 

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