Plumbago il gelsomino azzurro pianta dalla lunga e raffinata fioritura

Plumbago auriculata o Plumbago capensis

Il Plumbago è una pianta rampicante o arbustiva molto decorativa, apprezzato per i suoi fiori delicati azzurri che decorano giardini, muretti e ringhiere.

Indice dell’articolo

Plumbago: descrizione della pianta

Il Plumbago sono un genere di piante della famiglia delle Plumbaginaceae, volgarmente chiamate piombaggine diffuso nelle regioni tropicali e subtropicali del mondo ad eccezione dell’Australia.

Le specie di Plumbago possono essere cespugliose o rampicanti con  fiori riuniti in infiorescenze a grappolo di colore dal bianco al lilla.

Su alcune specie ci sono dei peli ghiandolari sui sepali  e di cui la funzione non è ancora chiara. Secondo alcuni aiutano la pianta nella dispersione dei semi, altri invece hanno notano su alcune specie come il Plumbago auriculata , piccoli insetti striscianti rimasti intrappolati, forse per favorire gli impollinatori volanti o per proteggersi dagli insetti predatori.

Principali specie di Plumbago

Questo genere di piante comprende circa 10 specie, la specie più diffusa è il Plumbago auriculata o Plumbago capensis ,altre specie sono molto differenti.

Plumbago auriculata o Plumbago capensis

Plumbago auriculata o Plumbago capensis. Foto di Lynn Greyling da Pixabay 

Plumbago auriculata o Plumbago capensis è una specie originaria dell’Africa del Sud nota con il nome di gelsomino azzurro o gererano azzurro.

Questa pianta presenta fusti e i rami  e semirampicanti molto sottili ,i più vecchi sono semilegnosi, può raggiungere nel nostro paese i 4 metri di altezza, e nelle zone tropicali anche i 6 metri. Le foglie sono ovali e appuntite di un bel verde intenso, lunghe sino a 5 cm.

La fioritura avviene dall’estate fino al tardo autunno con numerose infiorescenze a ombrello con fiorellini a trombetta, a cinque petali, di colore azzurro in gruppetti da 20 riuniti in spighe.

Ci sono diverse varietà di questa specie che si differenziano per il diverso colore dei fiori come ad esempio il Plumbago capensis var. alba con i fiori bianchi.

Plumbago auriculata o Plumbago capensis
Plumbago auriculata o Plumbago capensis. Credito foto: beautifulexotic.it

Plumbago indica

Questa specie  è un arbusto sempreverde di piccole dimensioni originario dall’Asia sud orientale. Rispetto alla specie capensis le sue foglie sono meno lunghe e le fioriture sono meno abbondanti con fiori di colore rosso scarlatto riuniti in spighe di 20 cm di lunghezza. Il Plumbago indica può impiegare anche venti anni per raggiungere maturità e un’altezza che non supera il metro. Viene utilizzata per giardini mediterranei, in quelli rocciosi ma anche per la coltivazione in vaso.

Plumbago indica
Plumbago indica By Vengolis  –
 Opera propria, CC BY 4.0, commons.wikimedia.org

Come coltivare il plumbaco

Le Plumbago sono piante  che non presentano difficoltà di coltivazione, sono facili da coltivare, e non richiedono particolari attenzioni adatto alla coltivazione in vaso e in piena terra.

Esposizione e clima

Il Plumbago non tollera il freddo e le gelate, specialmente le piante giovani, per questo motivo nelle zone dove gli inverni sono rigidi il  plumbago va coltivato in casa. Nel Sud Italia viene coltivato in piena terra dove riesce a tollerare le alte temperature.

Queste piante amano le posizioni soleggiate  che favoriscono un abbondante fioritura , va bene anche il sole diretto per qualche ora, ma non nelle ore più calde della giornata.

Annaffiatura

Dalla primavera all’estate il Plumbago si annaffia regolarmente, e se ben esposto anche abbondantemente, ma prima di effettuare la successiva irrigazione  aspettare che il terreno sia asciugato, affossare un dito nel terreno per controllarne l’umidità, i primi 5 cm di terreno devono risultare completamente asciutti. Non sono tollerati i ristagni idrici che favoriscono il marciume radicale e la comparsa di funghi.

Nel periodo invernale sono sufficienti leggere innaffiature a distanza di 15 giorni per evitare di far asciugare completamente il substrato.

Queste piante amano un ambiente umido quindi in estate vanno spruzzate regolarmente la mattina presto e non quando c’è il sole e fino alla comparsa dei fiori, poi si sospendono le spruzzature per evitare di macchiare i fiori.

Terreno e rinvaso

I Plumbago si adattano a qualunque tipo di terreno,ma preferiscono terreni sciolti, ben drenati, sabbiosi e leggermente acidi. Se viene coltivata in giardino, si consiglia di creare un substrato con dell’argilla espansa per favorire il drenaggio dell’acqua. Accertiamoci che il terreno non risulti troppo argilloso: in casi meno gravi, dovremmo estrarlo e mescolarvi della sabbia, nei casi più gravi dovremo sostituirlo con substrato adatto.

Per la coltivazione in vaso, il  terriccio più adatto deve essere sciolto e ricco di sostanza organica e con un drenaggio sul fondo del vaso creato con uno strato di argilla espansa o lapillo vulcanico e con i fori di scolo che devono essere grandi e numerosi.

Il rinvaso si effettua all’inizio della primavera in un vaso leggermente più grande del precedente, una volta raggiunti i 30-40 cm ci limitiamo ad esportare porzioni superficiali di terriccio, sostituendolo con del terriccio nuovo.

Concimazione

Il Plumbago ha delle abbondanti fioriture, per sostenerle sono necessarie delle regolari fertilizzazioni con alte concentrazioni di potassio. Si utilizza un concime per fiori da diluire nell’acqua da aprile a ottobre ogni due settimane ,mentre nelle stagioni autunnali e invernali vanno sospese.

Come moltiplicare il Plumbago

Il plumbago si può riprodurre per seme e per talea.

Per la moltiplicazione per talea si utilizzano talee semilegnose lunghe 8-10 centimetri prelevate a fine primavera e in estate, e provviste di almeno due foglie. Le talee si piantano in un vaso, in un terreno costituito da terriccio fertile e sabbia grossolana in parti uguali. I vasi vanno posizionati all’ombra e innaffiati spesso. Le talee dopo un mese avranno radicato e si possono spostate al sole si attende che si irrobustiscano, per poi  trapiantarle nel vaso definitivo.

La semina del Plunbago si effettua in primavera distribuendo i in un terricco per semi che verrà inumidito con uno spruzzatore .

Il vassoio con i semi viene coperto un un foglio di plastica trasparente e si mette all’ombra e ad una temperatura di 21°C.

A germinazione avvenuta si  toglie il foglio di plastica e il vassoio si sistema in un luogo più luminoso ed arieggiata, si attende che le piante sono abbastanza grandi per essere spostate nel vaso definitivo.

Potatura

Il plumbago va potato al termine della fioritura ed è un operazione fondamentale se si vogliono avere nuove fioriture in quanto i fiori si formano solo sui nuovi rami. Nelle località in cui gli inverni non sono miti la potatura si effettua all’inizio della primavera, i tagli effettuati prima possono provocare marciumi sui fusti che possono raggiungere le radici. La potatura è anche importante per contenere lo sviluppo disordinato della pianta e stimolarne la crescita. Se si intende allevarlo a cespuglio si tagliano i fusti legnosi a 30 cm dal terreno, se si intende allevarlo come pianta rampicante si eliminano tutti i rami secondari e quelli secchi e si accorciano tutti i rami principali di circa i 1/3 della lunghezza. 

Parassiti, malattie ed altre avversità

Il Plumbago con un adeguata manutenzione gode di buona salute e difficilmente si ammala.

Nel periodo estivo queste piante possono essere attaccate dal ragnetto rosso se le temperature sono elevate e riceve poca acqua. Questo acaro punge le foglie per succhiare la linfa causando il deperimento della pianta.

Il ragnetto rosso attacca quando l’ambiente è troppo asciutto, quindi per contrastarlo riportare l’umidità dell’ambiente ad un livello ottimale tramite le nebulizzazioni.

Se osservate che sulla pianta piccoli insetti biancastri-verdastri sono gli afidi che possiamo rimuovere con un panno pulito, cercando di non danneggiare i giovani germogli. si può intervenire con rimedi naturali a base d’aglio, peperoncino, sapone di marsiglia, o con l’impiego di insetticidi specifici.

Se la pianta non viene innaffiata correttamente le foglie avvizziscono quindi è necessario regolare le innaffiature controllando il grado di umidità del terreno che potrebbe essere o troppo essere troppo asciutto o troppo umido.

Le gelata improvvise provocano la morte delle parti aeree della pianta, che verranno eliminate . La pianta sarà protetta con del tessuto-non tessuto o con della paglia o torba . In primavera se la pianta è ancora nasceranno i nuovi germogli.

Foto anteprima: Plumbago auriculata o Plumbago capensis. Foto di Hans Braxmeier da Pixabay

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